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L’intervento precoce nelle disabilità dello sviluppo e una presa in carico totale, secondo il modello San Raffaele, per assicurare a ogni bambino il miglior inizio possibile

posted by Fondazione San Raffaele il 25 Novembre 2022

Alla “Fondazione San Raffaele” di Ceglie Messapica l’evento ECM con il patrocinato dalla Regione Puglia, dall’ASL di Brindisi e dall’A.Ma.R.A.M - Associazione Malattie Rare dell’Alta Murgia

Un mondo di sensorialità, di relazione e di appartenenza: cosa accade tra madre e figlio fin dai primissimi arbori? È questo il quesito con cui ha preso il via l’evento ECM dal titolo “L’intervento precoce nelle disabilità dello sviluppo dal concepimento ai 1000 giorni di vita” che si è tenuto ieri, giovedì 24 novembre, nella Sala convegni del Presidio Ospedaliero di Riabilitazione ad Alta Specialità “Fondazione San Raffaele” a Ceglie Messapica. Individuare tempestivamente le esigenze cliniche e affettive del neonato è infatti un compito difficilissimo per gli specialisti neonatologi, ma di fondamentale importanza per trattare e prevenire i disturbi e i ritardi dello sviluppo che sono consueti esiti di varie patologie neonatali e limitare l’impatto nella spesa sanitaria che queste patologie spesso comportano.

“La Regione Puglia sostiene in tutte le forme questo tipo di attività: in particolare nel contesto della disabilità la formazione continua e gli interventi non sono mai sufficienti” ha esordito Rocco Palese, Assessore alla Salute della Regione Puglia, intervenuto da remoto all’incontro sottolineando la volontà di rafforzare in ogni modo il rapporto e la capillarità del sistema sanitario regionale.

Un trait d'union necessario per garantire tempestività, multidisciplinarità ed efficacia. “Agire precocemente e tutti insieme è lo scopo da raggiungere nell'interesse del bambino” spiega infatti Elisabetta Quaranta, Responsabile Provinciale dei Pediatri di Brindisi. “Il pediatra funge da raccordo tra famiglie, strutture sanitarie, scuole e istituzioni. Un vero e proprio punto di riferimento. Se nei primi 1000 giorni di vita si pongono le basi per l’intera esistenza, il pediatra non è più solo il medico dell’infanzia, ma il medico dell’intera vita” conclude.

Fisiatri, psicologi, neuropsichiatri, neuroscenziati e giuristi:queste le figure che si sono avvicendate al tavolo dei relatori nel corso del convegno, apportando ognuno un contributo differente ma complementare al progetto multidisciplinare a cui ambisce la presa in carico di un bambino con disabilità dello sviluppo. In particolare, il Prof. Leonardo Fogassi, Neuroscienziato e docente di neurofisiologia all'Università di Parma, ha evidenziato l’importanza del sistema motorio come “prima forma di conoscenza perché in grado di fornire una cognizione fondamentale del mondo. Anche la comprensione delle azioni degli altri passa per la conoscenza motoria grazie i neuroni specchio. L'uomo impara, infatti, per imitazione ed è per questo che può diventare fondamentale l'uso del sistema mirror nella riabilitazione” spiega.

“L’intervento precoce e multidisciplinare, secondo il modello San Raffaele, rappresenta un prototipo ottimale per tutti i bambini. Ed è proprio quello che ha cercato di realizzare con successo il Prof. Giorgio Albertini, promotore e fondatore del Reparto Pediatrico dell’IRCCS San Raffaele, scomparto nel 2017” spiega la Dott.ssa Claudia Condoluci, Responsabile Riabilitazione Pediatrica e delle Disabilità dello Sviluppo dell’IRCCS San Raffaele e Responsabile scientifico del corso. Un lascitoquello del Prof. Albertini che ancora oggi gli specialisti del San Raffaele attuano con orgoglio, forgiati dagli evidenti benefici che sortisce sui pazienti.

Alcuni di loro con la personale testimonianza hanno riempito d’emozione gli uditori insala nel corso della tavola rotonda conclusiva della giornata moderata dalla Dott.ssa Amalia Allocca, Coordinatore delle Direzioni Sanitarie dell’IRCCS San Raffaele. Un momento fondamentale di confronto per dare voce a pazienti, famiglie e associazioniin modo che l’intervento precoce non si esaurisca con un semplice sistema di riabilitazione, ma diventi un concreto supporto per migliorarne la qualità di vita e assicurare a ogni bambino il miglior inizio possibile.